Piccola farmacia letteraria di Firenze: libri da assumere senza ricetta

Foto da la pagina Facebook di Piccola farmacia letteraria

Avevo sentito tanto parlare della Piccola farmacia letteraria di Firenze, il progetto della libraia ed imprenditrice Elena Molini sospeso tra la libreria, la farmacia ed il counseling psicologico. Seguivo gli account social di Piccola farmacia letteraria per cui quando ho saputo che aprivano un temporary store a Pietrasanta, mi sono precipitata con curiosità. Ecco le mie impressioni sul concept e negozio de la Piccola farmacia letteraria.

Realtà 1: aspettative 0

Spesso la realtà differisce dalle aspettative, soprattutto quando queste ultime sono alte. Posso aver peccato di fantasia nel pensare a come una farmacia letteraria potesse “prescrivere” libri come cure. Mi ero immaginata che la libraia-farmacista di turno partisse da una vera e propria anamnesi del lettore-paziente, proprio come accade in farmacia quando esponiamo malanni di stagione o altre patologie…

“Ho tosse e mal di gola, mi consiglia uno sciroppo?”

“È un dolore persistente? Da quanto ce l’ha?”

E avanti così all’infinito, la lista dei malanni che i farmacisti si trovano a dover catalogare non ha confini, e forse proprio per quello l’esperienza di acquisto di libri sarebbe stata difficile da gestire. Invece la Piccola farmacia letteraria ha lavorato di anticipo, sviluppando un elenco di malanni e patologie tra le più diffuse e di conseguenza ha etichettato i libri papabili come cura del disagio.

Nel temporary store di Pietrasanta non trovai Elena Molini, ma una sua collaboratrice, molto gentile e preparata visto la quantità di titoli che aveva letto (è emerso durante il dialogo che ho perseguito, da cliente che cerca la consulenza anche da un manichino) ma credo che la dinamica sarebbe stata la medesima, anche con la proprietaria perché la Piccola farmacia letteraria affida l’anamnesi al bugiardino (realizzato su misura per il libro a cui è applicato) che guida il lettore nella scelta del libro-cura. Come ogni farmaco che si rispetti viene indicata la posologia e gli effetti collaterali che (piacevole scoperta in contrasto alla chimica farmaceutica) sono sempre positivi.

Devo dire che la legenda di patologie catalogate è davvero ampia (oltre 70 tra stati d’animo, emozioni, complessi di sensazioni ecc…) e concordo con i bugiardini sviluppati per i titoli esposti: alcuni potrebbero stare in più categorie e così succede che cercando una cura contro la tristezza si trovi un libro adatto anche a curare il senso di solitudine.

Grande è meglio

Devo dire che lo spazio del temporary store, ridotto rispetto al negozio di Firenze, non aiutava nell’immersione della scelta della “cura”. Di fatto ci si sente un po’ limitati nella scelta dei libri, perché in poco si passa da una parete all’altra del fondo e si sono letti tutti i titoli esposti. Molte categorie di stati d’animo non erano presenti e la scelta era limitata. Credo che lo spirito del negozio de la Piccola farmacia letteraria di Firenze, grazie a un maggiore assortimento di libri, sia diverso e infatti ho intenzione di andarlo a vedere non appena possibile.

Nonostante l’offerta limitata del temporary store di Pietrasanta e la consapevolezza che la cura devi trovartela da solo (sarà anche metaforico?) tra i libri-farmaci, la Piccola farmacia letteraria resta un’idea geniale.

C’è vita tra le pagine

La Piccola farmacia letteraria riesce in un’impresa ardua, in un paese in cui si comprano pochissimi libri e ancora meno se ne leggono. Descrivere un libro non in termini di trama – come tradizione vuole – ma degli stati d’animo ed emozioni che emergono dalla sua lettura riesce a dare vita al libro stesso, prima ancora di leggerlo. Far arrivare tramite il bugiardino il risultato di quella “cura”, rompe il muro di indifferenza che separa un lettore pigro da uno vorace e compie il miracolo. In un’epoca “liquida” in cui l’ebook e i formati digitali sono l’ultima tendenza della narrativa, qui si respira ancora l’odore della carta e i libri si sfogliano tra le mani, bugiardini compresi.

Ovviamente sono stata conquistata anche io da un libro de la Piccola farmacia letteraria e dal suo bugiardino, che resta un utile segnalibro che, in questo caso, mi ricorda come “a volte, saranno proprio le persone che ancora non conosciamo quelle che si salveranno”.

Il mio acquisto alla Piccola farmacia letteraria, catalogato come “Gocce di gioia contro la tristezza”

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Vivo a un tiro di schioppo da Firenze, eppure non ero a conoscenza di questa curiosa iniziativa imprenditoriale. Grazie mille per avermela fatta scoprire! 🙂

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    1. Stranded ha detto:

      Di nulla, mi fa piacere! Se hai occasione di andarci e ti va di commentare nuovamente qui con le tue impressioni sei il benvenuto/a.

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      1. wwayne ha detto:

        Anche a me fa molto piacere ricevere commenti nel mio blog. E a proposito di libri, leggi qualcosa di questi splendidi autori, non te ne pentirai: https://wwayne.wordpress.com/2011/01/31/big-in-japan/. Grazie per la risposta! 🙂

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  2. Stranded ha detto:

    “Big in Japan” ti piace vincere facile? 😉 Grazie della dritta, è sempre bello confrontarsi sugli autori preferiti, sulla letteratura giapponese ho letto in passato qualcosa di Murakami e Yoshimoto ma non sono rimasta particolarmente folgorata. Come spesso accade dipende molto anche dai momenti in cui uno legge…Sicuramente approfondirò 😉

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