Raccolgo rifiuti ma non aiuto l’ambiente: la sindrome del lago Wobegon e il pregiudizio dell’ottimismo.

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Non pensavo di essere così brava a raccogliere rifiuti. I casi della vita, che non seguono rotte sicure e prevedibili come invece ancora inconsciamente spero, mi hanno messo davanti a questa nuovo aspetto della mia persona: sono un fenomeno a collezionare rifiuti.

Eh sì che pensavo di avere un certo fascino ed autostima che mi tenessero al riparo da tutto questo, invece è successo.

Mi sono chiesta allora se soffrissi della sindrome del lago Wobegon, che le sindromi si sa, come le allergie, magari si sviluppano quando meno te l’aspetti. In vecchiaia pure. Anche se “come è possibile, non ne avevo mai sofferto prima?” nessuno ne è mai al riparo, pandemia docet.

Qui forse ci vorrebbe uno psicologo per diramare l’arcano, ma andiamo per ordine, cos’è la sindrome del lago Woebegon? Faccio questa premessa da maestrina perché non ne conoscevo l’esistenza fino a poco fa e, come spesso mi accade, per pura serendipity, per cui immagino che altri non maneggino pane e sindrome del lago Woebegon tutti i giorni.

Fatto sta che a volte prendo appunti quando leggo qualcosa di particolarmente interessante o che mi incuriosisce, per approfondire poi in un secondo momento. Così dalla lettura di “L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani” di Jonathan Gottschall (orig. The Storytelling Animal: How Stories Make Us Human”) mi ero appuntata di questa fantomatica sindrome che affligge chi ha un’alta (e forse altra) opinione di sé.

Tutto parte dal romanzo sarcastico The Lake Wobegon Days di Garrison Keillor, tratto da monologhi radiofonici del suo programma radio “A Prairie Home Companion”.

Il lago Wobegon è una località immaginaria dove

“tutte le donne sono forti, tutti gli uomini sono belli e tutti i bambini sono al di sopra della media.”

The Lake Wobegon Days

Da questa immagine è stata delineata in psicologia la sindrome del lago Wobegon, conosciuta anche come il pregiudizio dell’ottimismo, che affligge chi si ritiene sopra la media e tende a sovrastimare la propria persona.

O perbacco. Che allora io soffra dell’effetto lago Wobegon? Forse non sono così brava e desiderabile come pensavo, forse tutti questi rifiuti stanno puntando in quella direzione? Il caso ha voluto che ritrovassi quell’appunto preso anni prima proprio ora, tra un rifiuto e l’altro, mettendomi sulla strada di una profonda autovalutazione.

Succede anche a voi ogni tanto di fermarvi a riflettere e mettervi in discussione, passando in rassegna i vostri punti di forza e debolezza? Come un “tagliando” delle vostre capacità, professionali, relazionali ecc…

Sono momenti come questi, di grande incertezza e confusione che fanno trovare il percorso per conoscersi meglio e forse, lasciarsi alle spalle il lago Wobegon?

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