The Tatler, The Spectator, The Strandedblog

Eccomi qui, spinta dalla famosa – quanto latitante – urgenza narrativa che ci spinge a metterci dietro uno schermo, o davanti ad un foglio a raccontare una storia. Pubblico un racconto in appuntamenti seriali, come succedeva su The Tatler o The Spectator, celebri riviste inglesi del Settecento agli albori della short fiction (apprezzerete quanto io sia rimasta umile in questa mia analogia) per cui eccovi la prima parte di “Rosso con stampa floreale”.

A presto!

Mi prendono in braccio, anche se io so camminare bene su tutte e quattro le zampe, so correre e saltare…A volte lo fanno e quando succede io non mi lamento ma resto adagiata sul loro busto aspettando di uscire all’aperto.

Ho capito che lo fanno perché nel corridoio che dalla mia gabbia porta al cancello di ingresso io ringhio e mi scaglio contro le gabbie, ma non tutte… Alcuni li ignoro, anche se mi abbaiano loro per primi ma qualche gabbia sotto la mia ci sono loro…I due fratelli, i maremmani, quei due proprio non li sopporto… Lei soprattutto, vorrei saltarle alla gola e farle capire chi comanda, solo perché sono più piccola di lei e sto da sola non deve pensare di potermi comandare, dall’alto del suo garrese e spalleggiata dal fratello che mi abbaia solo perché c’è lei, ma da solo vorrebbe venire ad annusarmi e corteggiarmi.

Ora siamo al cancello e l’umana apre la porta e mi mette giù, finalmente in terra corro libera nel piazzale. È una giornata di pioggia, ha smesso da poco e dal rumore che sentivo in gabbia deve aver piovuto tanto e forte…Il cemento del piazzale è bagnato e c’è ancora odore di pioggia nell’aria, la luce del sole è fioca dietro le nuvole, vedo una macchia in fondo, una macchia verticale bluastra con una zona d’ombra, è una figura umana in piedi nel piazzale…

Le corro incontro, tanto io corro perché sono energica e mentre mi avvicino vedo che lei si abbassa, quasi a scendere verso di me…È una femmina umana, non l’ho mai vista qui, ha un odore che non conosco…Mah, mi metto su due zampe all’improvviso e le atterro con le zampe sulle ginocchia, così la tasto e vedo la reazione…Sembra contenta, che non le dispiaccia, sento che mi parla con una voce gentile, dolce, adesso annuso meglio che quella macchia ha un buon odore, odore di speranza…

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