I racconti di Soul Kitchen – Non lasciare

Quando è in andato in onda questo racconto non faceva così caldo come oggi. Nell’aria c’è molta umidità, la pelle trasuda e una stretta di mano perde di intensità nell’appiccicaticcio di un palmo sudato.

In certi momenti una stretta di mano può davvero fare la differenza. Il tutto, all’ombra di una parmigiana di melanzane.

Buona lettura e buon ascolto.

“Where did you sleep last night?” Nirvana

“Buongiorno!
Iris si guardò intorno se il saluto fosse davvero rivolto a lei. La strada era deserta nella luce fredda del mattino.

Buongiorno.
Rispose un po’ incerta verso la donna che l’aveva salutata mentre Iris camminava di buona lena,
senza nemmeno averla vista. Ora la guardava e la scoprì intenta a fissarla sorridente. Indossava un paio di occhiali da vista dalla montatura dozzinale, forse troppo grande per la forma del suo viso ed un cappotto di simil-pelliccia marrone bruciato, abbottonato fino al collo. Il sorriso, seppur non mostrasse una dentatura troppo curata, era sincero ed attraente. Aspettava che qualcuno la venisse a prendere sul ciglio del marciapiede dove aveva incrociato Iris, di fianco a lei c’erano appoggiate per terra una valigetta da trapano professionale e una borsa degli attrezzi. Poteva essere un muratore o un idraulico sotto mentite spoglie di una cinquantenne bizzarra.

“Sa io saluto sempre tutti” disse ad Iris interrompendo il sorriso. Mio marito mi dice “prima o poi litigherai con qualcuno”. Lo faccio per sentire che voce hanno le persone e lei, lei ha davvero una
bella voce.
“Grazie-fece Iris sorpresa- ma non credo…
“No no dia retta a me, proprio una bella voce. Si fidi, ormai ho una certa esperienza.”
E così dicendo sfoderò un altro dei suoi sorrisi, guardando Iris che la salutava, avviandosi verso il suo appuntamento. Aveva fretta di arrivare, prima che il posto diventasse anche minimamente affollato. Non avrebbe mai pensato di conoscere qualcuno proprio nel giorno del suo suicidio.

“E la cena è servita, ecco a voi la parmigiana di melanzane!”
Mentre Luisa portava in tavola la terrina fumante un profumo di pomodoro, origano e formaggio abbrustolito danzava inondando subdolamente il salotto di casa Profeti. Alessio si scostò le mani dalla testa sentendo l’annuncio della moglie e quasi impallidì. I bambini
erano pronti con tovagliolo al collo nella migliore tradizione delle grandi abbuffate infantili.
“Che hai Ale, ti senti bene? Non ti vanno le melanzane?”

Alessio fece cenno alla moglie di non proseguire con l’interrogatorio, in fin dei conti il poliziotto di casa era lui. Appena Luisa si sedette le si avvicinò all’orecchio e le sussurrò “non adesso, non
davanti ai bambini”
. Luisa cominciò allora a servire strati di melanzanitudine filanti a tutti, continuando a guardare Alessio con amore misto a preoccupazione. Appena messi a letto i bambini tornò in salotto e lo trovò che fissava il bicchiere di grappa. Lo sguardo perso nel vuoto, buttò giù il bicchiere e rivolgendosi a Luisa: “ce l’avevo Luisa, ce l’avevo. Le avevo preso la mano, ce l’avevo quasi fatta, le dicevo, non lasciare, ti tengo, ti tengo io…Ma non l’ho tenuta, si è lasciata andare, si è lasciata andare con tutto il peso…

“Ale è terribile, ma non è stata colpa tua, non potevi farci nulla se quella era la sua volontà…
“Io…Pensavo di averla fatta desistere, le avevo ricordato le cose belle per cui tutti, tutti, dobbiamo andare avanti e si era messa a sorridere raccontandomi della parmigiana di melanzane la nonna le cucinava ogni domenica da bambina. Pensavo che avesse scelto di continuare a vivere, proprio per quelle melanzane…

Si versò un altro bicchiere di grappa con le lacrime agli occhi mentre Luisa lo guardava commossa. La donna si alzò ed andò verso la credenza a prendere un altro bicchiere per lei ed un’altra bottiglia.

La notte, sarebbe stata lunga.

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