Heroes – Bowie by Sukita a Firenze, racconto di una mostra

Manca più o meno un mese alla fine della mostra fotografica Heroes – Bowie by Sukita in esposizione a Palazzo Medici Riccardi di Firenze. Entri in questo percorso fotografico, dove riconosci il David Bowie del palcoscenico in tutto il suo fulgore ma anche tanti momenti off-stage, della sua vita privata (per quanto sia possibile un privato davanti ad una macchina fotografica…) ed aspetti del suo essere e della sua personalità che dal palco vengono solitamente offuscati.

Nella retrospettiva Heroes -Bowie by Sukita si trovano entrambi gli scatti, quelli accesi, eccessivi, glam, pop, liquidi e fanta-scientifici del Bowie insane, come il suo alter-ego Aladdin Sane (che con una genialata propria dell’inglese si pronuncia come: a lad insane , trad. un tizio fuori di testa) o l’alieno ed alienante Ziggy Stardust, e quello più intimo e vero di due amici, che in un momento di relax autentico si gustano una fetta di sponge cake come due Lord inglesi: loro, che in altre vesti, si divorano il palco e tutto quello che ci passa accanto.

La bellezza della fotografia è sapere catturare una storia in uno scatto e nutro profonda ammirazione per chi riesce a raccontare attraverso le immagini. Se anche Masayoshi Sukita dice di aver intrapreso la ricerca di Bowie nel 1972 ed essere tuttora in ricerca, io credo che in più di una occasione l’abbia trovato.

“It was 1972 that I started it. And I’m still looking for David Bowie even now.”
(Masayoshi Sukita)

Come quando, in uno scatto, è riuscito a rubargli l’anima. Nella mostra è esposta la foto intitolata “KI”, che in giapponese vuol dire “aria” ma anche “anima”, scattata durante uno shooting del 1989 a New York in cui un Bowie insolitamente barbuto regala alla macchina fotografica un po’ del suo enigma.

“KI” by Masayoshi Sukita

Il sottofondo musicale che accompagna durante il percorso fotografico aiuta nel viaggio immersivo nell’universo Bowie: Starman, Heroes, Jean Jeanie, Suffragette City ed altri pezzi storici che in loop (ho girato la mostra più volte) fanno “cantare” le immagini. Le fotografie esposte sono tra le più conosciute dell’iconografia Bowiana tra cui lo scatto che da nome alla mostra, la copertina dell’album Heroes, il servizio fotografico con la tuta Space Samurai disegnata da Kansai Yamamoto ma ci sono anche ospiti dell’universo Bowie e Sukita, come Marc Bolan e la già citata Iguana Iggy Pop.

Oggi Masayoshi Sukita sarà a Firenze nel giorno conclusivo dei “Sukita days”, una tre-giorni di presenza del fotografo giapponese a Palazzo Medici Riccardi per firmare il catalogo della mostra ed intervenire con presentazioni ed interviste.

Ad un mese circa dalla conclusione di Heroes – Bowie by Sukita (28 giugno) vi consiglio di programmare una visita, il Duca Bianco vi aspetta in tutto il suo umano (ed alieno) splendore.

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